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 [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum

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iZaac
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MessageSujet: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Dim 28 Juin - 14:35

Les vénitiens et d'autres italiens s'en prennent à la république de Gênes. La Provence, amie de cette cité, et avec qui nous avons un traité étroit, se raidit.

Citation :
Nous, autorités du Marquisat des Alpes Occidentales et du Comté de Provence, considérant :

- la volonté manifestée par la République de Gênes de rechercher une solution pacifique' au conflit l'opposant au Duché de Modène et à son allié la République de Venise en s'abstenant de toute opération militaire hors stricte défense depuis 5 jours d'une part,

- la violation du territoire génois par le Duché de Modène qui pour la 2e fois a conquis le noeud situé entre Massa et La Spezia, noeud appartenant à la République de Gênes d'autre part,

- et l'attaque deux jours durant de la ville de La Spezia par 3 armées vénitiennes, attaque qui a causé plus d'une quarantaine de morts dans les deux camps, puis qui a repris ce jour malgré la demande expresse de l'Eglise

nous déclarons solidaires de la république de Gênes et appelons en vertu de notre traité d'alliance nos forces à repousser cette invasion des armées vénitiennes et modénaises.

Nous faisons confiance en l'autorité de l'Eglise pour mettre fin à cette folie meurtrière et nous réjouissons de son appel à la trêve pour permettre la reprise de négociations réunissant des représentants de toutes les provinces concernées et de leurs autorités de tutelle dans le but de conclure une paix juste et durable.

Fait à Aix le 23 juin 1457.

Hersende de Brotel
Comtesse de Valréas, Régente du MAO

Comme ils font confiance à l'Eglise pour régler le problème, ça ne risque pas de s'arranger rapidement...

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Dernière édition par izaac le Mer 16 Sep - 19:29, édité 1 fois
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iZaac
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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Lun 20 Juil - 15:30

Curieusement, des rumeurs disent que ce serait les génois qui ont commencé. M'enfin, on s'en fiche un peu. Pas d'innocent dans ce vaste monde.

Les opérations militaires semblent closes.

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iZaac
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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Mar 14 Déc - 20:26

Citation :
14-12-2010 Esteri - La Chiesa a favore della Savoia!


Roma(KAP) - Il Cardinale Diftain chiama alle armi gli alleati della Savoia.

Notizia dell'ultim'ora: la Chiesa si attiva contro l'invasore ginevrino in difesa della Savoia.

Nei comunicati si parlerà di una setta eretica che muove le fila della Confederazione Elvetica da Ginevra.
Per rigor di cronaca, citeremo l'entità di costoro: essi sono i Leoni di Juda.
I Leoni di Juda sono i membri una religione guerriera e pauperistica che è attiva trasversalmente in Europa contro la Chiesa Romana.
Uno dei più famosi membri di questa setta è Sancte, che gestisce il municipio di Montauban, la sua roccaforte, da ben 173 giorni (in data 14 Dicembre 1458).
Dunque, è da considerarsi la Svizzera una seria minaccia anche per le nazioni italiche, dopo l'aggressione alla Savoia?
Questo non è certo, ma adesso Milano e Genova dovranno riflettere se mobilitare parte dei loro eserciti in soccorso della Savoia.
Queste sono le libere traduzioni dei comunicati ufficiali di Sua Eminenza Vincent Diftain e di Monsignor Tully, Protonotario Apostolico.
Questi i comunicati da Roma:

Vincent Diftain:

Condanna dell'aggressione alla Aristotelicissima Savoia per l'empia Repubblica Ginevrina.

Noi, Cardinale della Santa Chiesa Aristotelica Romana, riunito al Sacro Collegio, davanti all'Altissimo e col benestare di Aristotele,
Condanniamo l'aggressione, avvenuta in data odierna, della Aristotelicissima Savoia da parte dell'empia orda della Repubblica di Ginevra.
Assicureremo al Duca di Savoia il totale sostegno della Santa Curia e dell'assemblea della Santa Chiesa Aristotelica Romana, di fronte questa piaga a noi innanzi in questa terra.
Ci appelliamo alla mobilitazione delle Sante Armate per difendere il Popolo Savoiardo dall'infame minaccia della Creatura Senza Nome per schiacciarla nella Terra di Savoia, come i vermi su una coltivazione.
Chiediamo infine a tutte le terre confinanti con la Savoia di inviare, al meglio delle loro possibilità, soldati per difendere il Popolo Savoiardo.

Fatto a Roma XIII di dicembre dell'anno di grazia di Nostro Signore MCDLVIII.

Tully de Nivellus:

All'universalità dei fedeli,
Al Popolo Savoiardo,
A tutti coloro che mi leggono o ascoltano queste parole,

Noi siamo nati in Savoia, nella bellissima cittadina di Annecy, quivi siam cresciuti, e scelti dall'Onnipotente. Ebbene si! Quivi abbiam ricevuto la vocazione, prima diacono, poi curato, infine Arcivescovo.
Noi riconosciamo la Savoia come la Terra che ci sta più a cuore, nonostante tutte le terre d'Aristotelica Fede ci stiano a cuore.
Questo forte sentimento è legato a ciò che feci in Savoia, a fianco dei miei concittadini. Noi amiamo la Savoia, confessiamo, forse più d'ogni altra provincia. Come essere oggettivi contro chi ti colpisce al cuore? Questa situazione ci annebbia la mente, il che non vuol dire che non siamo in grado di pararci da questa pugnalata al cuore. Oggi il notro cuore sanguina, e sebbene parliamo ancora con un certo contegno, in verità a parlare è il dolore della ferita.

Se abbiam la forza di scrivere, è solo per condannare con la massima fermezza questo atto della Confederazione Elvetica, la quale protegge i più vili interessi di una piccola fazione di eretici di cui non nominerò il nome, poiché come la Creatura Senza Nome, è già sentore di avvizzimento nel nostro comune parlare.

Giammai! Dio non tollera questo atto, io dico! Giammai! La Chiesa non tollera questo atto! Questo noi sottolineamo: denunciamo la condotta illecita della Confederazione Elvetica!
La Chiesa ed il mondo Aristotelico siano vicini alla Savoia assaltata! Non sia la Chiesa ad abanonare il Ducato di Savoia ed i suoi fedeli! No!



Con tali citazioni io vi ammonisco e ed esorto le nazioni limitrofe alla Savoia ad assistere il Ducato di Savoia. Non accada che le altre nazioni dimentichino i doveri verso Dio e la Chiesa.

Infine, chiamiamo la Savoia di riorganizzarsi e a difendere la patria contro gli invasori. Siate forti, miei amici, più forti che mai perché questa mobilitazione sarà il preludio e la fondazione di un pio rinnovo da dare a tutti coloro che si sentono oppressi dagli eretici e infedeli; e dare al mondo aristotelico Gloria Eclatante, e possa essa risplendere nella Terra di Dio, così da illuminare il buio nella loro mente auspicando il ritorno sulla retta via, con l'aiuto della Chiesa. Seguendo il principio aristotelico di unità, mano nella mano, tutti uniti sotto un unica bandiera, e cantando con forza, onore e coraggio, un Te Deum di ringraziamento all'Altissimo, un Te Deum di gioia per aver visto uomini e donne uniti come fratelli e sorelle, hanno, infine, nella lotta contro coloro che negano l'istituzione di Dio, o negare la Aristotélicisme, per riprendere la missione che l'Onnipotente ha loro assegnato. Una vita virtuosa, e rispettoso di amicizia e amore.

Ti invieremo in conclusione, con grande amore, la nostra benedizione episcopale a te: o Savoia, e a tutti quelli che leggeranno e comprenderanno. Possa l'Onnipotente concedervi felicità e prosperità in questi tempi bui. Possa la nostra fede e la tua benedizione scaldato il cuore.

Pace e Bene.

Archevêque de Reims
Protonotaire Consul Apostolique
Seigneur Banneret d’Arborio et de Sonnaz.


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Felix Lamennais, per KAP

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Fonti:
Piazza San Tito:

http://rome.lesroyaumes.com/viewtopic.php?t=23267


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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Mar 19 Avr - 8:49

Citation :
17-04-2011 Milano: Proclamata la Repubblica Ambrosiana, subito contestata.
KAP MILANO - Il Principe Spartaco Dukas rilascia un comunicato, ma le componenti politiche sono unite contro l'iniziativa.

In data 17 Aprile, viene rilasciato questo comunicato dal Principe di Milano:

(liberamente tradotto dal Lombardo)

Lombardi,
siamo quì .
Sono quello che vi libera da tutti gli opressori di Milano!
Libertà ! Legalità ! Onesta !

Lombardi,
non siamo quì per acchiapare topi,
siamo quì per la popolazione e per dare una testata a chi non capisce un tubo!

Lombardi,
da oggi noi avremo la Repubblica Ambrosiana !
Guardate che bella!

Le prime reazioni vengono dal mondo politico, ma anche da comuni cittadini.
Coloro che si sono radunati nelle Piazze Pubbliche e nelle Taverne Provinciali appaiono visibilmente imbarazzati, arrabbiati ed esterrefatti per l'accaduto.

Il detronizzato Principe di Milano, GianMaria Casanova Skioppo, appellandosi Duca Eletto di Milano, emana un comunicato a nome del precedente Consiglio:

[estratto]

Il Consiglio legittimo del Ducato di Milano, regolarmente eletto dalle genti milanesi CONDANNA nel modo più assoluto il vile e ignobile atto perpetrato ai danni del castello milanese e dei vari municipi assaltati.
Non possiamo non esprimere il nostro sconcerto per questa azione meschina e codarda e faremo quanto nelle nostre possibilità per riprendere il potere conferitoci legittimamente dai nostri concittadini.

In queste ore il Consiglio è in costante riunione per stabilire le disposizione più urgenti e le modalità di gestione della grave situazione che si è venuta a creare, al fine di non arrecare disagio ulteriore al nostro Ducato.

CHIEDIAMO ai milanesi di rimanere uniti e coesi dinanzi all'attentato di cui siamo vittime e di collaborare pienamente con le autorità per respingere l'attacco; chiediamo di evitare, in questi momenti, vane polemiche ed atti autonomi e non concertati per non disperdere le nostre forze.

Ma cos'ha portato al tracollo politico del Ducato di Milano?

Rabbia generalizzata? Insofferenza verso il Duca o la dirigenza politica? Ideali popolari, nazionali o sociali?

Dalle parole del Dukas, potrebbe anche evincere una ricostruzione dei fatti in linea con queste supposizioni; tuttavia, ad una più attenta analisi del fenomeno, il Colpo di Stato si configura più verso una congiura che una rivoluzione.

Tutti i membri del Governo della Repubblica Ambrosiana (i quali attualmente hanno protratto assalti pure in quattro città nel milanese: Lodi, Novara, Piacenza e Parma) sono individui assolutamente anonimi, agli occhi dei cittadini della Provincia.

In questo caso, il piano sarebbe premeditato da ben un anno, secondo documenti in possesso sul Principe Spartaco Dukas.
Sempre documentandosi sulle identità dei Repubblichini Ambrosiani (il cui numero non è stimato), sovviene il dubbio al popolo milanese che essi possano essere frutto di attività stregonesca e collusa con entità malvage e sleali.

Secondo questa interpretazione dei fatti, il fine della Repubblica Ambrosiana non è mirato all'amminitrazione della cosa pubblica lombarda, ma alla distruzione delle riserve auree di Milano, che erano già state infiacchite dalla depredazione ad opera di Ippolita del Grillo, nota esponente di ONE e già Duchessa di Milano.

Questa ipotesi, nemmeno troppo irrealistica, nell'opinione del milanese medio, per quanto dichiarato pubblicamente, desterebbe molta preoccupazione in tutte le componenti sociali, perché getterebbe Milano in un periodo di depressione economica e, di riflesso, diplomatica.

La situazione rimane confusa, attendiamo aggiornamenti.

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Felix Lamennais, per KAP

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Mer 20 Avr - 18:37

T'as la version traduite ?

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Sam 11 Aoû - 20:19

Citation :
08-08-2012 Confrontation navale en Méditerranée
Florence (AAP) - Le 25 juin 1460, des affrontements navals ont eu lieu en mer Tyrrhénienne entre la marine militaire florentine et la marine de la république de Sienne. Ces derniers sont la conséquence de l’attaque d’un navire marchand florentin par deux navires siennois quelques jours auparavant.

En effet, quelques jours plus tôt, la cogue marchande « Flying Calamari », au passé aventureux, commandée par Legio et sa femme Morphea, avait été attaquée et coulée par deux galères de guerre, le « Cerberus », gouvernée par le capitaine Hans Ludwig de Groana, marquis de la vallée du Garigliano et comte de Caserte, dans le royaume des Deux Siciles, ainsi que l’ « Idra », dirigée par le capitaine Sciamano, un personnage siennois bien connu.

Non contents de leur première victoire, les deux navires s'en sont pris à une autre cogue marchande florentine, la « Caronte », dirigée par le capitaine Giubius. Alors que les deux bâtiments de guerre ouvraient le feu, Giubius, profitant de vents favorables, est parvenu à prendre la fuite, sauvegardant son navire et son équipage. A la poursuite du fuyard, les deux capitaines ont été à leur tour pris pour cibles par une galère de guerre britannique et une caraque de guerre florentine croisant dans la zone. La flotte siennoise a rapidement été défaite, sous le feu nourri de la caraque florentine commandée par le capitaine Giovanni Nicodemo Fosco Monterverdi, dit GNF.

Plusieurs hypothèses ont été établies quant à ces combats successifs. Certains pensent que Sienne et les Deux-Siciles ont attaqué les navires florentins dans l'objectif d'avoir un casus-belli contre Florence, qui n'apprécie pas l'accord entre les Deux-Siciles et O.N.E, un ordre militaire roumain contrôlant la Principauté de Valahia. Pour d'autres, il s'agit d'une embuscade florentine préméditée contre Sienne, ce qui implique que Florence était au courant des intentions sienno-siciliennes relatives à l'abordage des navires marchands.

Réagissant le premier, le grand chambellan de Sienne a décrit l'attaque comme étant choquante, affirmant que l'attaque contre le navire de Legio était légale puisqu'il était considéré comme pirate. Il a ajouté que le silence de Florence inquiétait les autorités siennoises et siciliennes en attente d'explications. Le grand chambellan de Florence a répondu que la caraque de guerre patrouillait dans les environs le 24 juin et n'a fait que porter secours au navire florentin en danger.

Les tractations diplomatiques se poursuivent, et nul ne sait pour le moment si la situation va dégénérer en conflit ouvert.

LCP, pour l'AAP

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Sam 11 Aoû - 20:21

Citation :
11-08-2012 L'Italie au bord de la guerre
Italie (AAP) - Depuis plusieurs semaines, la situation italienne inquiète les autorités impériales et romaines. Après deux mois agités, le nord se calme, laissant place aux agitations du centre et du sud de la région sont en proie à des crises de plus en plus importantes.

Il y a deux mois, le conseil ducal de Venise a élu messire Vespasiano au poste de doge de Venise. Réputé pour appartenir à la religion spinoziste, il a reçu un ultimatum de Rome le pressant de quitter ses fonctions, ce qu'il a refusé de faire. Il est parvenu à rester à la tête de Venise deux mois, alors qu'une croisade avait été lancée contre lui par les autorités pontificales, plongeant alors la sérénissime dans une crise sans précédent.

Mais le 2 août, il a finalement démissionné de son poste « pour Venise et pour le bien de son peuple ». Un régent a été nommé par le conseil, messire Mattivale, pour gouverner la République vénitienne jusqu'aux élections approchantes. Mettant fin à la croisade, Son Eminence le Camerlingue Quarion a cependant publié une liste de vingt-sept personnes accusées d'avoir soutenu publiquement le doge de près ou de loin, suite à l'ouverture d'une enquête inquisitoriale. Toutes sont excommuniées. L'une des premières actions du doge remplaçant a été d'annuler tous les édits de Vespasiano, remettant ainsi en liste noire des dizaines de brigands qui avaient obtenu l'amnistie du doge spinoziste.

Dans le centre du pays, la situation reste compliquée. Si les autorités florentines et siennoises tentent de négocier, les principaux intéressés, eux, semblent préférer les armes à la diplomatie. En effet, messire Legio et dame Morphea ont successivement déclaré la guerre à la République de Sienne ainsi qu'au Royaume des Deux-Siciles, entraînant une réaction de Sa Majesté impériale Adala Borgia elle-même, qui les a bannis de l'Empire avec plusieurs autres personnes accusées de brigandage : Legio, Morphea, Grevius, Giubius, Fungo, Nyneve, Adriano et Mistic. L'Impératrice a également ouvert un procès de haute trahison à l’encontre de dame Morphea et de messire Legion en raison de leur déclaration de guerre à Sienne et aux Deux-Siciles. Sont enfin inculpés les capitaines des navires impliqués.

Si les Deux-Siciles semblent avoir le soutien de l'Impératrice dans cette affaire, le royaume est dans une période difficile à cause d'une polémique dans la province de Terra di Lavoro, là où l'ordre militaire O.N.E a stationnée son armée, la Brigata Amesha. Plusieurs membres du conseil se trouvent dans ses rangs. La polémique est due à une attaque de l'armée dirigée par Nobledupont contre deux civils, dont un a été gravement blessé. Alors que la présence de cet ordre militaire roumain était déjà sujet de nombreuses controverses au sein de la population, notamment à cause de la tentative d’invasion de l’Italie menée par Caleblost, cet incident n'a fait que renforcer la méfiance populaire. L'une des victimes, messire Il_becchino, légèrement blessé, a d'ailleurs porté plainte contre Nobledupont. Il semblerait que l'accrochage soit une erreur, les soldats ayant été rendus nerveux par le pillage de la ville voisine.

Par ailleurs, de nombreux mouvements revendiquant l'anticléricalisme ont été créés, en raison de la croisade lancée contre Venise, mais aussi de la lassitude générale du peuple italien vis-à-vis des clercs se mêlant à la politique locale.

Mais dorénavant, l'inquiétude vient du groupe la Manonera, organisation de brigands revendiquant plus de deux cents cinquante membres. Elle pourrait lancer une vague importante de pillage, en profitant par exemple d'une certaine instabilité de la région, alors que des tensions entre O.N.E, Amesha et Gênes pourraient conduire à une offensive militaire roumaine, déjà engagée en Empire Ottoman.

LCP, pour l'AAP

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Lun 13 Mai - 16:17

Ils parlent souvent de nous ces temps ci, les Italiens


Citation :
L’Imperatore Ludwig Von Frayner ha emanato in data 12 maggio due annunci inerenti il futuro della Confederazione Elvetica.
Recentemente vi è stato un conflitto che ha portato prima alla conquista della città di Ginevra ed in seguito della Capitale Friburgo.
L’Imperatore ha deciso che la città di Ginevra passerà sotto il dominio del Ducato di Savoia, inclusa la miniera d’oro e le terre attorno alla città, così come il porto. Il Ducato di Savoia è autorizzato a prendere tutte le misure necessarie per perseguire i criminali che hanno commesso crimini contro l’Impero.
Per il resto della Svizzera invece verrà insediato un governo provvisorio a Friburgo unitamente al mantenimento in loco di una forza armata. La sovranità verrà restituita alla Confederazione quando i briganti saranno stati puniti, l’obiettivo è quello di fare un passaggio di poteri a cittadini elvetici responsabili e desiderosi d’assicurare la pace e la prosperità alla loro terra.

- Arrierboutix per la Kap
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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Lun 13 Mai - 19:35

kirkwood a écrit:
T'as la version traduite ?

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Lun 13 Mai - 19:54

Non, mais sans parler Italien, je comprends !
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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Jeu 6 Juin - 13:17

là par contre c'est coton

Citation :

06/06/1461 Il governo provvisorio di Friburgo

Nelle condizioni imposte dall'Imperatore alla Confederazione Elvetica vi era anche l'insediamento di un governo provvisorio con il compito di amministrare gli affari e gli interessi elvetici, fino a quando non saranno spazzate via le ultime sacche di resistenza dei briganti.
Un recente articolo francese "Embuscades dans les Alpes" oltre a diversi errori che vanno segnalati, come presentare Gandalf il Bianco come attuale Doge di Genova e Carmenca come Ciambellano di Milano (non lo sono più da tempo), parlava di guerra assimetrica, imboscate ai rifornimenti imperiali, boicottaggio del governo centrale invitando i cittadini a non lavorare nelle miniere, a lavorare nei propri campi, a non assumere, boicottare le imposte sulle taverne, etc.
In Italia sono giunte finora poche notizie su queste vicende e quasi nessuna ufficiale, ma la chiusura delle frontiere milanesi e genovesi verso la Savoia, una segnalazione del governo milanese su un azione militare che aveva recuperato parte del bottino, la messa fuori legge del MAI (movimento anti imperialista) fa pensare che qualcosa stia accadendo sul serio.
Chiediamo al capo del governo provvisorio svizzero, il Marchese Margab, come stanno andando realmente le cose nelle terre elvetiche.

D: Buongiorno Marchese, penso che non servano le presentazioni. La prime domande sono ovvie: cosa ci fate Voi a capo del governo svizzero, quale ruolo avete nell'organigramma imperiale ed il vostro attuale ruolo è frutto del caso o di un piano ben preciso?

R: Io e i Semper Fidelis siamo arrivati in Svizzera chiamati da Sua Maestà, dopo essere diventato sindaco di Ginevra prima e Friburgo poi, ho preso il controllo del Consiglio sostituendo quello provvisorio precedente.
In questo momento sono un Generale Imperiale e si, il mio ruolo attuale è frutto di un piano ben preciso e stabilito.
Io inoltre sono stato incaricato da Sua Maestà di guidare la difesa e la messa in sicurezza dei territori elvetici.

D: Nell'attuale governo provvisorio vi sono moltissimi genovesi, a guardare i nomi parrebbe di vedere un governo genovese al completo, persone molto esperte ma non sarebbe stato meglio ripartire i membri tra i vari Stati partecipanti alla conquista di Friburgo?

R: Questo non è possibile, il Consiglio viene scelto tra i membri dello stesso Esercito, in ogni caso in Svizzera per la prima volta abbiamo potuto vedere armate e soldati provenienti da quasi ogni parte dell'Impero, una vera dimostrazione di coesione e unità d'intenti.

D: In calce all'articolo abbiamo parlato di azioni di disturbo verso le truppe imperiali in Svizzera ed il governo che voi guidate, è vero tutto questo? Ritenete che siano pochi o tanti gli svizzeri che partecipano a queste azioni? quali sono queste azioni? Stanno avendo successo? Che misure avete preso?

R: Nessuno qui ha mai pensato che la guerra fosse finita, mantenere il controllo dei territori conquistati è forse più difficile che conquistarli, eravamo preparati ad affrontare le situazioni più disparate anzi personalmente credevo che avremmo assistito ad azioni più pressanti, invece abbiamo assistito a qualche raro episodio di brigantaggio niente di particolarmente eclatante tranne che negli immediati primi due giorni.
Sono state prese naturalmente alcune misure.

D: Il governo provvisorio dovrebbe essere limitato nel tempo. Prevedete già la data della vostra partenza? pensate che vi sarà un avvicendamento?

R: Non posso rispondere, naturalmente.
Tutto viene deciso nel Consiglio di Guerra con la supervisione dell'Imperatore che ha naturalmente l'ultima parola.
Devo dire che Sua Maestà si fida ciecamente dei pareri dei suoi Generali e Consiglieri.

D:Nel Decreto imperiale si parlava di cittadini svizzeri che avrebbero dovuto lavorare con il governo provvisorio prima del passaggio di consegne. E' già iniziata questa collaborazione e sarete voi a gestire il governo provvisorio fino al completo passaggio di consegne?

R: Io sono un soldato, non seguo la politica, posso solo dire che alcuni Svizzeri stanno aiutando le operazioni garantendo cibo e collaborazione.
Naturalmente questa delicata parte delle operazioni è seguita dall'efficiente staff diplomatico del Consiglio Imperiale.
La Confederazione Elvetica era diventata il punto di ritrovo e fuga di bande di eretici, briganti e di gruppi pericolosi. questo non piaceva a tutti, alcuni svizzeri temevano che prima o poi vi sarebbe stata la reazione dell'Impero, il futuro della Confederazione è in mano loro, sono loro che dovranno isolare chi pensava di vivere assaltando, prevaricando e derubando.

D: una paio di domande un po' cattive: qualcuno pensa che la guerra contro il Regno di Francia non sia stata un successo e la guerra contro gli svizzeri sia stata in un certo modo un ripiego, cosa ne pensate? qualcuno pensa che sarebbe stato più semplice o giusto concedere alla Confederazione Elvetica l'indipendenza come venne fatto con la Provenza, cosa ne pensate?

R: A dire il vero la guerra tra Impero e Regno di Francia non è mai nemmeno iniziata quindi nessun successo ma anche nessun insuccesso.
Questa guerra non è una guerra di ripiego.
Attenzione, questa guerra non nasce per indipendenza si o no, questa guerra nasce in seguito a continui assalti e rapine, questa guerra nasce in reazione a ripetuti episodi di pirateria, la guerra nasce perché il governo elvetico continuava a dare asilo e protezione a ribelli e briganti.
Dopo numerosi ultimatum l'Imperatore non poteva che intervenire in protezione dei territori dei suoi vassalli martoriati da questi assalti e da questi continui episodi di violenza.

Aggiungo una cosa forse sottovalutata,questa guerra segna una data forse storica, forse per la prima volta abbiamo visto schierati soldati provenienti da ogni angolo dell'Impero e scusate non è davvero poco senza sottovalutare che soldati italici fino a ieri antagonisti o rivali si ritrovano qui a combattere fianco a fianco, magari non amici ma comunque fianco a fianco.
Questa guerra forse segna come mai prima d'ora unità e compattezza tra anime tanto diverse, oggi forse possiamo per la prima volta dire che esiste un Impero forte, coeso e organizzato.


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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Lun 19 Aoû - 10:56

Citation :
17/08/1461 Ancora confusione a Siena

Siena (KAP) - Ancora confusione a Siena

Nel precedente articolo della redazione abbiamo riportato ai lettori la notizia della pubblicazione di un Decreto Signorile che ha accentrato tutti i poteri nelle mani della Signora Esmengarda.

La notizia ha fatto il giro dello SRING dividendo l'opinione pubblica, tra chi ammira la sospensione del Codice Senese e tra chi definisce la manovra "didattoriale". Ancora oggi si afferma che tale Decreto è stato dettato da una sfiducia imminente che stava colpendo la Signora di Siena.

Il 12 Agosto l'Imperatore ha fatto sentire la sua voce pretendendo un ritorno alle origini, condannando di fatto l'accentramento dei poteri e una Repubblica senza leggi. Ecco a Voi alcune parole dell'Imperatore Ludwig von Frayner

----------
Pertanto, con la presente, Noi chiediamo alla Signora Esmengarda di abbandonare la sua politica e di ristabilire i diritti e le libertà di tutti nella Repubblica di Siena. Le leggi devono essere ristabilite. La Giustizia deve essere dispensata senza alcun ostacolo sfavorevole.
Siena è una Repubblica: deve rimanere tale.

Deo volente

Ludwig von Frayner
-----------

La risposta della Signora di Siena non si fa attendere più di tanto e il 14 Agosto pubblica un nuovo Codice molto snello.
La situazione ridivide il popolo, tra chi è lieto di un Codice così leggero e poco interpretabile e tra chi vede in quelle poche righe una presa in giro nei confronti del popolo e dell'Imperatore.

Il 16 Agosto è però la stessa Signora di Siena a indire un referendum popolare per decretare quale dei due codici debba esser scelto.
Il clima però si è subito scaldato...
E' ben palese agli occhi di tutti che chi vuole il nuovo codice porti sulle vesti i colori Nero Verdi della Mano Nera.
I sostenitori del vecchio codice inneggiano alla vera democrazia.

Per la KAP - Diego "Stettino" d'Este

HRP - Fonti
http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2132099
http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2131446
http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2131740

Se vuoi diventare un redattore KAP, puoi inviare un articolo di prova, tramite messaggio privato attraverso il forum 1, a Weissmatten.
L'articolo di prova può trattare anche un evento immaginario.
L'articolo verrà sottoposto al vaglio dello staff KAP, per un eventuale ingresso.

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Dim 23 Fév - 8:25

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08/02/1462 Estero (KAP) - L'Impero dichiara guerra all'ONE

Napoli - Alla fine l'ora è giunta. Nella sera del 4 Febbraio 1462 con un comunicato rivolto ai suoi sudditi l'Imperatore Comyr von Wettin dichiara guerra all'O.N.E. potente gruppo militare responsabile della conquista della città di Celje, capitale dell'omonima provincia imperiale di lingua slovena.

Pare che tutto sia cominciato con l'occupazione da parte delle armate O.N.E. dell'Impero Bulgaro con il sostegno delle armate provenienti dal Regno di Serbia. Questa occupazione ha difatti allarmato l'Impero, alleato della Bulgaria, provocando la chiusura dei rapporti con la Serbia e una crescita di non tolleranza contro questo gruppo militare già in passato coinvolto in devastazioni contro territori dell'Impero o dei suoi alleati.

Nel comunicato l'Imperatore chiede Auxilium ai Nobili, ai Reggenti delle Provincie imperiale e ai soldati, obiettivo imperiale è quello di distruggere la famosa invincibilità dell'O.N.E. mettendo fine alle sue scorrerie e alle sue violenze contro fedeli Aristotelici.

L'impero sempre dunque voler dare a questa campagna un doppio incarico, distruggere la potenza O.N.E. imponendo così la pace alle regioni balcaniche e mettere fine agli attacchi contro i fedeli aristotelici.

Aurora_ per la Kap R2S

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MessageSujet: 18/06/1462 navires turcs à tribord! Feu ...!   Jeu 19 Juin - 21:00

18/06/1462 navires turcs à tribord! Feu ...!

Une histoire de vendetta turque au large de Massa : Un navire appartenant à un gros poisson turc de la piraterie, un certain Karademir, coulé par un capitaine privé du duché de Modène, ce pirate turc en question ayant des liens avec l'Ordo Negrum Equites envoye une flotte de 9 navires dont 7 caraques (Il aurait 20 navires en tout) dans les eaux italiennes pour se venger et coule le navire italien en question.  Des questionnements sur l'affaire qui aurait des ramifications complexes. Le général Gogol n'aime pas l'italien. La traduction en anglais semble plus digeste.

Citation :
Era da poco suonato il mezzogiorno del 28 maggio quando dal porto di Massa si levava un tremendo boato. Il molo fu scosso da una potente vibrazione e i racconti dei testimoni parlano di un’onda alta alcuni metri che si infrangeva sulla spiaggia gettando nel panico la popolazione presente.
Quando la nuvola nera si diradò fu evidente a tutti che colpi di cannone erano stati esplosi all’indirizzo di una nave che sostava all’ancora, da circa un giorno, a qualche centinaio di metri dalla costa.

La nave si chiamava Elysium, batteva bandiera turca e ad affondarla… le palle devastanti dei cannoni del capitano Leone Pucci Guerra, noto come Leon_puccione.

Alla vicenda non è mai seguita alcuna considerazione da parte del governo modenese, sebbene i fatti riguardassero uno dei porti strategicamente più importanti della penisola italica.

Perché una nave da guerra turca beccheggiava silenziosa, ancorata da qualche tempo poco distante dalla costa massese? E soprattutto, perché il pirata Leòn ha impartito l’ordine di aprire il fuoco?

Per comprendere meglio la questione e sviluppare i molteplici interrogativi che da essa potrebbero sorgere, è opportuno ricostruire la vicenda.

Nel mese di maggio Leon_puccione e il suo equipaggio salpano da Pisa ma questo fatto non desta, apparentemente, particolare preoccupazione poiché è noto il patto d’onore per cui il pirata promette di non dedicarsi ad attività malandrine nei mari italici né di attaccare navi battenti bandiere riferibili ai Regni della penisola.
Dopo alcune manovre nautiche che allontanavano i pirati dalla costa toscana il nostromo avvista una galea commerciale e, poco dopo, due caracche da guerra; la bandiera di queste imbarcazioni è turca e l’idea del Puccione è che si tratti di un convoglio commerciale dotato di scorta. È probabilmente per questo motivo che l’equipaggio di Leòn decide di proseguire secondo la rotta prestabilita fino a che, a sud di Terracina, il nostromo allerta un’altra nave all’orizzonte e, ancora una volta, si tratta di una galea commerciale turca… però in questa occasione capitan Puccione riconosce l’uomo che affianca, impartendo gli ordini di rotta, il timoniere: si tratta di Osmanoglu, un famoso generale turco, legato al famigerato Ordo Negrum Equites!

Il riconoscimento del capitano induce Leòn a riunire il suo equipaggio in consiglio e, poco dopo, lo scafo della Elly sprofonda lentamente nel mare scuro mentre la nube di fumo pian piano si dirada e le scialuppe vengono calate in acqua per il recupero del bottino... i marinai imbarcheranno solamente casse di cibo e armi.

L’imprevista conseguenza del gesto dei pirati è l’infuocata minaccia da parte di colui che viene considerato la leggenda della pirateria: il pirata e corsaro turco Karademir!
La gente di mare racconta che la flotta di Karademir conta circa 20 caracche da guerra e il suo messaggio per il Puccione non contiene perifrasi: una delle sue navi è stata affondata, Leone Pucci Guerra è un uomo morto!

Alle parole del messaggio seguono, rapidi, i fatti ed ecco l’avvistamento all’orizzonte di una vela imponente: è la caracca da guerra Otuken e al timone vi è Karademir in persona.
Dal veliero turco i segnali sono chiari e non promettono nulla di pacifico, infatti in poco tempo le navi dei pirati italici vengono circondate da 5 caracche da guerra, tutte turche e con i cannoni puntati.

Inizia la battaglia e dopo i primi colpi di cannone, esplosi da entrambe le fazioni, Leòn il Puccione distanzia mentre il capitano Giubius lo copre e il temibile Karademir lo insegue, verosimilmente per mantenere personalmente la minacciosa promessa.
Dopo un febbrile inseguimento e una feroce battaglia navale l’Otuken si ritrova, sola, tra il fuoco delle due navi italiche che, inevitabilmente, hanno la meglio e riescono ad affondarla, sebbene medesima sorte abbia atteso la Phobos del capitano Giubius.

Leone Pucci Guerra e il suo equipaggio riescono a sganciarsi, recuperare gli uomini finiti a mare e veleggiare fino a Piombino e quindi raggiungere Massa.

Il resto della storia è noto e si conclude con l’affondamento della Elysium in rada nel porto di Massa.

È possibile ora dar risposta al primo quesito: verosimilmente la Elysium attendeva, più o meno pazientemente, di compiere la vendetta di Karademir e il Puccione ha deciso di appoggiare la tesi che prevenire sia meglio che curare…

La vicenda ha presentato sviluppi anche in Toscana e infatti nella pubblica piazza fiorentina non è mancata l’espressione di preoccupazione di chi si è domandato il motivo della presenza di una così importante flotta turca (di ben 9 navi, delle quali 7 caracche da guerra) nelle acque territoriali italiche.

Vi è stato chi ha tentato di tranquillizzare i più timorosi sostenendo che i fatti possano risolversi in una “scaramuccia tra pirati e piratuccoli”, affermazione che ha infastidito il capitano Giubius il quale non ha tardato a far recapitare alla popolazione la propria versione dei fatti assicurando che non è mancato, da parte del Puccione, il gesto di informare le Autorità fiorentine di quella sospetta quanto inquietante presenza nel Tirreno.

Alle dichiarazioni di Giubius sono seguiti altri interventi volti ad interpretare il gesto come un tentativo, da parte dei protagonisti, di mascherare come nobile atto di supporto alla Repubblica un famigerato tentativo di bieca pirateria con un secco “conoscendo le persone coinvolte” a dimostrazione di ciò.
Qualcuno ha sostenuto che i pirati del Puccione “andando a picchiar, tornarono suonati”, quando i fatti esposti dimostrerebbero che ciò non è stato.

È evidente che la questione potrebbe nascondere risvolti ben più complessi e di indubbio interesse, sia per il comune cittadino che per le Autorità degli Stati coinvolti.



Fonti:
Intervista a Leon_puccione
Taverna di Modena: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2188963
Taverna di Firenze: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2186736
Piazza Italica: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?p=86934079#86934079
Piazza Italica: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?p=86932266#86932266


Pigreco per la KAP

Citation :
Era not for long which sounded the noon of 28 May when from the port of Massa a tremendous roar was raised. The pier was shaken by a powerful vibration and the stories of the witnesses speak about a high wave some meters that broke on the beach throwing in the panic the present population.
When the black cloud thinned was obvious to that gun shots had been exploded to the address of a ship that paused to the anchor, they give approximately a day, to some hundred of meters from the coast.

The ship called Elysium, fly Turkish flag and to sink it… the devastating balls of the guns of captain Leone Pucci Guerra, famous like Leon_puccione.

To the event some consideration from the modenese government is not never continuation, although the facts regarded one of the ports strategically more important of the Italic peninsula.

Why did a Turkish warship pitch silent, berthed from some little distant time from the massese coast? And above all, because has the pirate Leòn given the order to open the fire?

In order to comprise the issue better and to develop the multiple question marks that give it they could rise, is opportune to reconstruct the event.

In the month of Leon_puccione May and its crew they sail from Pisa but this fact does not arouse, apparently, detail worry since is famous the honor pact for which the pirate malandrine in the Italic seas promises not to dedicate itself to activity neither to attack ships clappers riferibili flags to the Reigns of the peninsula.
After some nautical maneuvers that moved away the pirates from the Tuscany coast the boatswain sights a commercial galea and, little after, two caracche from war; the flag of these boats is Turkish and the idea of the Puccione is that features of an equipped commercial convoy of escort. It is probably for this reason that the crew of Leòn decides to second continue the which predetermined route until that, to south of Terracina, the boatswain alert another ship to the horizon and, once again, draft of a Turkish commercial galea… but in this occasion capitan Puccione recognizes the man who places side by side, giving the route orders, the helmsman: draft of Osmanoglu, a famous Turkish general, legacy to the ill-famed Ordo Negrum Equestrian!

The acknowledgment of the captain induces Leòn to reunite its crew in council and, little after, the hull of the Elly sinks slowly in the dark sea while the smoke cloud slowly thins and the sloops come descents in water for the recovery of the booty… the sailors will embark only food cases and fit out.

The unexpected consequence of the gesture of the pirates is the heated threat from which the legend of piracy is considered: the pirate and Turkish privateer Karademir!
The seafarers tell that the fleet of Karademir counts approximately 20 caracche from war and its message for the Puccione does not contain periphrasis: one of its ships is sunk, Leone Pucci Guerra is a dead man!

Alle words of the message follows, expresses, the facts and here the sight to the horizon of an imposing sail: it is the caracca from Otuken war and to the rudder there is Karademir in person.
From the Turkish windjammer the signs are clear and they do not promise null of Pacific, in fact in a short time the ships of the Italic pirates are encircled by 5 caracche by war, all Turks and with the aimed guns.

She begins the battle and after the first gun shots, the factions, Leòn exploded from both the Puccione distance while captain Giubius covers it and the frightening Karademir chases it, verosimilmente in order to maintain personally the threatening promise.
After a febrile pursuit and a feracious sea battle the Otuken is found again, single, between the fire of the two Italic ships that, unavoidably, gain the upper hand and succeed to sink it, although same rising have attended the Phobos of captain Giubius.

Leone Pucci Guerra and its crew succeed to come unhooked, to recover the men ended to sea and to sail until Piombino and therefore to reach Massa.

The remainder of the history is famous and it is concluded with the sinking of the Elysium in oadstead in the port of Massa.

It is possible hour to give answer to the first question: verosimilmente the Elysium attended, more or less patiently, than to complete revenge of Karademir and the Puccione has decided to put the thesis that to prevent is better than to cure…

The event has introduced developments also in Tuscany and in fact in the public Florentine public square it is not lacked the expression worry of who it has wondered to the reason of the presence of so an important Turkish fleet (very 9 ships, of which 7 caracche from war) in Italic territorial waters.

He has been who has tried to tranquilize most afraid supporting that the facts can resolve in a “skirmish between pirates and piratuccoli”, affirmation that she has bothered captain Giubius which has not been late to make to deliver to the population own version of the facts being assured that it is not lacked, from the Puccione, the gesture to inform the Florentine Authorities of that suspects how much alarming presence in the Tyrrhenian one.

Alle declarations of Giubius is followed other participations turns to interpret the gesture like an attempt, from the protagonists, to mask as noble action of support to the Republic an ill-famed attempt of oblique piracy with a dry one “knowing the involved people” to demonstration of this.
Someone has supported that the pirates of the Puccione “having gone to beat, returned sounded”, when the exposed facts would demonstrate that this has not been.

It is obvious that the issue could hide implications very more complexes and than certain interest, is for the city municipality that for the Authorities of the involved States.



Sources:
Interview to Leon_puccione
Inn of Modena: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2188963
Inn of Florence: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2186736
Italic public square: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?p=86934079#86934079
Italic public square: http://forum.iregni.com/viewtopic.php?p=86932266#86932266


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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Lun 1 Juin - 8:24

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31/05/1463 Les guerres d'Empire en Italie

Genève (AAP) - Le 21 avril dernier, la Dame de Sienne a annoncé la naissance du Royaume de Sienne s’autoproclamant Reine du nouvel Etat. La proclamation, attribuée par l'Empire à la compagnie franche de la Main Noire a été condamnée par Son Altesse Impériale Hadrien Marcus. La guerre a débuté entre les deux parties quand les armées de Sienne ont pénétré sur le territoire Florentin. Les troupes se sont alors rassemblées aux portes de la ville de Piombino. Des combats se sont déroulés sous les remparts qui ont toutefois résisté. Au même moment, les troupes impériales se sont répandues en avant de Florence afin de prêter leurs épées à la République Florentine et bousculer les siennois.

Hors du Saint Empire, la République de Venise a fermement condamné la situation. La Sérénissime a rappelé sa neutralité dans le conflit. Elle a assuré que si des vénitiens étaient impliqués, des mesures seraient prises indifféremment contre tous ceux qui prendraient parti pour l’une ou l’autre des armées. A l’inverse, le Royaume des deux Sicile, représentée par sa Majesté Anacleto, a offert « son aide aux provinces impériales italiques contre cette bande de criminels » [la compagnie de la Main Noire].

Le 10 mai, la Reine de Sienne a concédé aux maires de Grosseto, Orbetello et Santa Fiora une liberté d’action totale, leur laissant ainsi la possibilité d’accueillir les troupes impériales dans les murs de leur cité. Cependant, elle a demandé au maire de la capitale de rester vigilant et de refuser l’entrée en ville à tout soldat impérial. Quelques heures plus tôt, au nom de l’Empereur, le Maréchal Impérial Konstantin avait invité « les citoyens siennois non membres de la Main noire, les groupes légaux et non ennemis ainsi que les nobles restés fidèles à l’Empereur » à rejoindre les armées impériales, pour vaincre, une fois pour toutes, la Compagnie et sa Reine et ensuite entamer la reconstruction de la République de Sienne.

Après des jours de luttes sur les champs de bataille, suivis par l’annexion de la ville de Grosseto par la République florentine, le Maréchal Impérial a annoncé que le rattachement de la ville de Grosseto à la République florentine est temporaire. Il a rappelé que tout acte d’hostilité à l’encontre la population civile ou des soldats de l’Empire sera traité avec la plus grande rigueur par les autorités impériales et florentines.

Coucou Desbois pour l'AAP agence Meuse, Saône & Rhône.

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J'allais ouvrir la bouche quand j'ai entendu une petit voix dans ma tête. C'était Izaac alors je me suis tue
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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Mer 4 Mai - 8:18

Citation :


03/05/1464 Les armes se sont tues entre les Royaumes de Bosnie et d'Albanie et le Royaume des Deux-Siciles.

Genève (AAP) - Le 15 mars de l'année du Seigneur 1464, la paix a été signée et scellée par Sa Majesté Ayla Nejla Dalia Sforza, Reine du Royaume des Deux-Siciles et Sa Magnificence, le Roi du Royaume de Bosnie, Veliki Odi Kosača. Le 25 mars enfin, est publié, après des négociations diplomatiques délicates précise l'annonce, un traité de paix et de coopération entre le Royaume des Deux-Siciles et le roi d'Albanie, Epire et Illyrie, Moisi Golem Komneni . Le tout a été contresigné par la plus haute référence pour la diplomatie du Saint Empire Romain et l’Église Universelle Aristotélicienne, à savoir S.E Fenice Maria Helena Deversi-Aslan Borgia , Cardinal et Chancelier de la Congrégation des Affaires du Siècle. Ce choix, comme indiqué dans le traité a été fait pour « assurer une amitié durable et la bénédiction de Dieu ».

Siciliens², Albanais et Bosniaques retrouvent leur liberté de mouvement sur les territoires de leurs voisins. Leurs navires auront la priorité dans leurs ports respectifs. Curiosité exotique pour les gens qui parlent français, les parties contractantes s'engagent enfin à ne pas entraver la libre utilisation de leurs langues dans leurs tavernes et gargotes. Suivent encore une foule d'articles aux mots pesés à l'once près sur les conditions d'engagement militaire et les attaques de tiers entre les Deux Siciles et les Albanais.

Coucou Desbois pour l'AAP, agence Meuse, Saône & Rhône

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Sam 14 Mai - 19:32

Citation :
14/05/1464 Accord entre le Royaume des Deux-Siciles, l’Église Aristotélicienne et la Communauté Spinoziste

Aquila (AAP) - A Naples, le 5 mai dernier, les spinozistes de Teramo ont reconnu l’Église Aristotélicienne et l'existence du Concordat entre le Royaume des Deux-Siciles et Rome. Le Royaume des Deux-Siciles quant à lui, autorise la Communauté à s'installer sur son territoire dans le respect des lois qui le régissent, et dans ce cas particulier, dans la ville de Teramo, dans la province des Abruzzes.

Les Spinozistes ont obtenu le droit de prêcher publiquement dans la Scola Spinozista di Teramo, et dans les tavernes in gratibus désignées à cet effet. Obligation est prescrite aux patrons de ces établissements de dénoncer aux autorités les baptisés qui se convertiraient, susceptibles d'être accusés d'apostasie.

Dans la Scola in gratibus, les Spinozistes seront libres de proclamer leur foi sans restrictions et célébrer leurs cérémonies. Toutefois, il est donné libre accès aux prélats aristotéliciens dans ce lieu de culte in gratibus et res parendo, lorsqu'ils le souhaitent « avec l'espoir d'être en mesure d'établir pacifiquement un dialogue entre les deux croyances et de trouver un point de rencontre et de coexistence pacifique, dans le respect de la grandeur de l’Église Romaine Aristotélicienne. Le Royaume des Deux-Siciles se porte garant de cet accord et de la médiation entre les parties.

Salvatore per l'AAP agence Meuse, Saône et Rhône.

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Jeu 1 Sep - 23:26

Citation :


01/09/64 On se gondole à Venise !

Genève (AAP) - L'été est chaud à l'Est de l'Empire. Kraków et Oświęcim ont été pillées par les Lansquenets de Sean von Frundsberg en juin, nous le relations dans un précédent article le 3 juillet dernier. Fin juin, les troupes du condottiere vénitien, comme son nom ne l'indique pas, quittaient la Pologne, emportant avec eux quelques milliers de złoty et le sentiment du devoir accompli. De menues peines de prison, pour ceux qui étaient tombés entre les mains de la Couronne de Cracovie, avaient ponctué la retraite en bon ordre des vénitiens.

L'épée de Justice avait en revanche frappé durement Elera Lanckorońska, une aristocrate en rupture de ban après la fronde de Nowy Targ, accusée d'avoir vendu sa patrie aux routiers italiens. Reconnue coupable, dénoncée par Frundsberg en échange d'un traitement bienveillant pour ses lansquenets prisonniers, selon les confidences d'un noble polonais au fait de l'affaire, elle est exécutée. Mais les polonais n'entendent pas en rester là. Le 8 août, "l'Army of Nowy Targ" commandée par le capitaine Noriel, entre dans le Veneto. Alliés à quelques spadassins autochtones de la secte hérétique de "l'Eglise de la Bête Innommable", ils fondent sur Portogruaro à la surprise des autorités de la Sérénissime République. Les premiers combats n'emportent pas la décision. Pommadé généreusement à la purée de cerise, la vingtaine de soldats polonais résistent aux assauts vénitiens et investissent Treviso sous les remparts de laquelle ils se trouveraient toujours. Frundsberg quant à lui accuse l'incurie du gouvernement du Doge actuel, ce dernier le renvoyant à ses propres responsabilités dans le conflit.

La République avait pourtant fermé ses frontières dès le début de l'été, aux nouvelles alarmantes d'une chevauchée de l'Ordo Negrum Equites en Bosnie. Allié au Royaume de Serbie sous l'oriflamme duquel ces écorcheurs sanguinaires combattent, l'ONE a proclamé son hégémonie sur le petit Royaume et entend en débarrasser le sol des troupes siciliennes, présentes depuis la signature délicate d'un traité de paix et de coopération entre Sa Majesté Ayla Nejla Dalia Sforza, Reine du Royaume des Deux-Siciles et Sa Magnificence, le Roi du Royaume de Bosnie, Veliki Odi Kosača, accord que nous avions évoqué dans nos colonnes le 3 mai dernier. L'armée sicilienne avait été détruite et la guerre déclarée contre le Royaume des Deux-Siciles. La surenchère d’exigences des mercenaires d'Anghelos, cet ancien Duc et Roi de Valachie, fondateur de la compagnie, le départ du Roi bosniaque, les excuses publiques siciliennes et le versement de 50 000 couronnes, pouvaient laisser présager de violents combats jusqu'en Italie même. Est-ce la proclamation impériale de soutien inconditionnel à ses alliés traditionnels dans la péninsule ? L'incendie des Balkans s'était apaisé en août, laissant Venise bien démunie quand vingt polonais furent venus.

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Sam 26 Nov - 18:54

Citation :


26/11/64 Venise écorchée vive !

Genève (AAP) - Novembre est martial en Italie du Nord. Padoue a été investie et saisie par une coalition d'écorcheurs. Udine, Verona et Treviso ont suivie. Depuis, l'armée "Amesha Brigade" du Condottiere Caleblost, il Movimento Senza Nome et l'armée "O.N.E Protector of Valahia" commandé par Zerorazvan de Târgovişte, navrent la Terre Ferme et usent les derniers défenseurs de Venise retranchés dans la lagune.

Hors du Saint Empire, isolée de la Lega Adriatica, la République compte quelques quatre cent soixante âmes. Après la chevauchée polonaise de cet été, ses huit cités semblent démunies une nouvelle fois. Le Doge de Venise, Nicola Da Padova, a décrété la loi martiale et l'état d'urgence pendant que Mirko Celjski, prince de Celje et Žovneški, entrait en Vénétie sous l'oriflamme bosniaque pour secourir la Sérénissime. Son Éminence Tacuma dei Giustiniani Borgia, patriarche d'Aquilée, a réagi promptement lorsque la bandiere del Senza Nome a ouvert un temple du Malin dans la cité de Padoue et offert la liberté de culte aux druides, spinozistes, païens et autres hérétiques.

La brigata Amesha, levée dans la République de Gênes, avait traversé les Duchés de Milan et de Modène, vassaux d'Empire, sans rencontrer de résistance. Elisabetta Ladycats Sforza di Malaspina, Duchesse de Modene, a confirmé par annonce publique le 28 octobre dernier que le libre passage avait été accordé sur l'ordre de Sa Majesté Impériale Elias quand ce dernier assurait A tutta la popolazione delle Province Italiche dell’Impero, dans une lettre publique, que l'Empire se préoccupait de la sécurité de ses sujets italiens et qu'il autorisait ceux-ci à se défendre dans le respect des traités avec Venise. Le condottiere génois nous a précisé quant à lui, qu'il menait une armée indépendante, qu'il avait obtenu le libre transit après avoir précisé à la Cour Impériale qu'il entendait sortir des frontières du Saint Empire, et que dans la mesure ou lui-même était acoquiné avec l'alliance Celtique, il supposait que l'Empereur avait sagement préféré le fait accompli sans chercher davantage de noises à une coalition de quatre-vingts écorcheurs [sic]

Le Capitan exige de la Sérénissime qu'elle lui livre Dame Katie D. O'Neill, Lady of Lám Dearg Éirinn, Duchessa del Friuli e Marchesa di Este. La Colombine est blonde et court vêtue. Elle fut surtout Doge de Venise cinq années auparavant et s'embrouilla alors avec le Scaramouche, le laissant coi sous son balcon alors qu'on accourait en foule pour l’occire lui et sa troupe. Commedia dell'arte diront certains. L'italien a la rancune tenace et l'affaire est nébuleuse, l'on voudra bien pardonner à votre serviteur de ne point aller chercher Polichinelle dans les tiroirs des Capulet et autres Montaigu.

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Sam 26 Nov - 19:28

Joooli, le style !

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Sam 26 Nov - 22:35

Le Staïle qu'on dit...

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Dim 27 Nov - 19:12

Oups...

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Dim 11 Déc - 17:24

Citation :


11/12/1464 Italie : la terre tremble encore !

Genève (AAP) - L'Italie toujours secouée.

Le 30 novembre, le Doge Nicola da Padova annonçait pourtant la reddition de Lady Katied au condottiere génois Matteo Romano Colonna dit Caleblost qui exigeait qu'elle lui soit livrée. La presse transalpine titrait la fin de l'invasion et annonçait le départ d'Udine des Armées "Brigata Amesha" et "O.N.E Protector of Valahia" pour la Basse-Styrie et la ville de Celje.

Depuis ? Patatras et patarins se pressent sur la scène. Leonardo Baiano Valmarana, Conte di Firenzuola, Cavaliere di Benemerenza e Barone di Pian di Scò, d'abord. Dit Messire Killpig049, il s'est proclamé Cavaliere dell' indipendenza de Florence et entend secouer le joug de Sa Majesté Impériale Elias Ier. Fort de la légitimité de l'élection, il réclame à l'Eglise de Rome un couronnement en bonne et due forme. Mtoskic ensuite. Qui c'est celui-là ? Un sobre Serbe, général de l'Ordo Negrum Equites. Ce 9 décembre, dans une proclamation de six lignes sans fioritures, il annonce qu'une Alliance Orientale attaquera tous ceux qui menaceront l'Indépendance de Florence.

Trois sceaux scellent cette effusion inattendue avec Killpig. Celui de l'ONE, celui de Edward Justinian del Falco Bianco, Général des mercenaires albanais de la «The White Company», celui enfin, de l'exotique et pas commode Motumbo Saruhanli , Pacha des bachi-bouzouks de la «Saruhanli Military Organisation» et Héritier du trône ottoman. Excusez du peu. L'homme est boucher réputé et possède des élevages de cochons pour le plaisir : coïncidence ? je ne crois pas...

Exit Caleblost de l'affaire Killpig ? Le génois est vindicatif et semble gêné par la volte-face de son allié des Carpates. Il invite Mtoskic à «pensa alla Serbia» plutôt qu'à fourrer son nez dans les machins des autres.«Firenze e' considerata da noi uno stato canaglia !» Le condottiere pas bégueule ajoute qu'il offre ses armes à l'Empereur pour frapper la canaille florentine qui l'a blackisté il y a sept ans.

Il y a quelques jours, deux navires italiens et une caraque de guerre battant pavillon royal albanais auraient été coulés dans l'Adriatique. Cette alliance orientale associant des serbes, des valaques, des albanais, des italiens et des turcs, est en guerre avec l'Empire et la Lega Adriatica, unissant le Royaume des Deux-Siciles, la Sérénissime, la Bosnie et l'Albanie. Allié à Venise et aux premières loges, le Prince croate, Mirko_celjski, baron de San Clemente et vassal du Pape, conclut cette nouvelle péripétie, laconique. «Nos armées sont nombreuses également, nous les combattrons jusque dans le fond des latrines». [sic] Si la traduction du propos est aléatoire, l'esprit demeure.

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j'invite à découvrir le turc...

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Dim 11 Déc - 20:19

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   Mer 8 Fév - 18:30

Citation :
08/02/1465 Course barbaresque en Mer Ionienne !

Napoli (AAP) - Le 19 Janvier dernier, la Caracca da guerra Otuken commandée par le célèbre pirate turc Karademir, a coulé la Galea genovese "Santa Raffaella" de la marine duo-sicilienne, commandée par Billo près du détroit de Messine. Le lendemain même, la Galea genovese "Remember" de Milan était coulée au même endroit.

Informés de ces actes de piraterie contre leurs ressortissants, le Royaume des Deux-Siciles et le duché de Milan ont immédiatement mobilisé leurs marines et alerté les Amirautés de la Ligue Adriatique en vue de rétablir la sécurité dans la mer Ionienne. Karademir et l'Otuken sont rattrapés et envoyés par le fond le 24 janvier dernier.

Néanmoins, le barbaresque ne semble toujours pas soluble dans l'eau salée et respecte à la lettre théorème d'Archimède selon lequel tout turc plongé dans l'eau éclabousse. Trois fois coulé ces quatre dernières années, l'homme flotte toujours et s’enorgueillit d'une cinquantaine de trophées homologués.

Scaramuccia per l'AAP agence Meuse, Saône & Rhône

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MessageSujet: Re: [rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum   

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[rp] l'Aristotélité, ce vaste monde [...] Pars imperii lingua italicum
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